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Parole e silenzio

“È meglio rimanere il silenzio ed essere autentici piuttosto che parlare ed essere falsi”, scrisse Sant’Ignazio di Antiochia nel primo secolo, e la nostra situazione contemporanea deve certamente avvalorare questo pensiero. Autorevolezza, convinzione, verifica personale, tutte qualità indispensabili per il testimone cristiano, non si trovano nei libri, né nei dibattiti o nei discorsi registrati, ma piuttosto in un incontro con noi stessi nel silenzio del nostro spirito.

Se le persone oggi hanno perso la loro esperienza di spirito, di pneuma o di essenza, in cui consiste il loro essere irriducibile e assoluto, è perché hanno perso la loro esperienza del silenzio e la loro capacità di rimanere in silenzio. Vi sono poche affermazioni riguardanti la realtà spirituale che trovano il consenso di tutti. Ma questa ha ricevuto la stessa formulazione in quasi tutte le tradizioni, vale a dire che è solo accettando il silenzio che le persone possono giungere a conoscere il proprio spirito, e solo nell’abbandono all’infinita profondità del silenzio che essi possono essere rivelati alla fonte del loro spirito in cui la molteplicità e la divisione scompaiono. Le persone di oggi spesso si sentono minacciate dal silenzio, ciò che T.S. Eliot chiamava “il terrore sempre maggiore del non aver nulla a cui pensare”, e tutti devono confrontarsi con questa paura quando iniziano a meditare.

J. Main OSB

Dati

Incontro:29/10/2015
Rassegna:Meditazione Itinerante
Titolo:Parole e silenzio
Presentata da:Serenella Giovannelli
Tradizione:Meditazione Cristiana
Autore:J. Main OSB
Opera:Abbracciare il mondo – scritti fondamentali
Pagine:99-100
Pdf:Lettura.2015.10.29-02.pdf
Comunità di Meditazione Interreligiosa Fiorentina
Email: cmif@altervista.org
Sito web: cmif.altervista.org
Versione: 1.5
Rilasciata il: 06/02/2014
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