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Radio Voce della Speranza

Lo Zefiro

Notiziario Interreligioso
Redazione: Marco Lazzeri
Telefono: 335.6415395
Pagina:
13/01/2018: Anno 2018 - Numero 01  File Pdf
Pubblicato il 09/02/2018
La casa sull'albero.
La casa sull'albero.
Care amiche e amici, chi in tenera età non ha mai desiderato una casa sull’albero? Un rifugio protetto da tutti, un piccolo regno inaccessibile a estranei ostili, nascosto, sicuro, totalmente suo, dove nascondere e conservare i sogni e i loro abitanti. La casa, nel senso più intimo, esclusivo, privato, per fuggire da un mondo che non riconosco mio, dove cercare un’identità ancora sconosciuta e nello stesso tempo esporla con orgoglio – come se si fosse già trovata - a chi non me la riconosce, a chi continua a dileggiarmi, a considerarmi inadeguato. Scappo! E adesso prendetemi se siete capaci… qui non ci arriverete. Qui sono tranquillo, questa è la casa dei miei sogni… Dove posso essere ancora piccolo, e sentirmi già grande. Poi il tempo fa il suo lavoro lento, prezioso e inesorabile. E con il tempo cambia tutto e stare asserragliati in un luogo troppo comodo e isolato dal mondo diventa una distorsione della vita, in qualche modo una truffa della ragione misteriosa per la quale esisto. Si scopre che essere legati alla vita significa viverla nel modo più consapevole e molto spesso purtroppo scomodo e faticoso. Questo tempo attuale nel quale la nostra vita si dipana non è facile e lo sappiamo tutti bene, credo sia anche e proprio per questo una grande opportunità per applicarci con il cuore, la spiritualità e la mente cosciente ad affrontare problemi enormi che forse l’umanità non ha mai avuto in forma così eterogenea, drammatica e simultanea. E’ un mondo trasfigurato, diventato altro da come era quando ero bambino, adesso i dominanti non ci vogliono persone ma clienti, non soggetti ma consumatori, non ci sono servizi al cittadino ma prodotti a pagamento, non diritti di cittadinanza ma privilegi elargiti secondo strategie commerciali e alla capacità di acquisto. La meditazione, la coscienza di noi e il cammino spirituale (e non solo loro) contribuiscono alla possibilità di rimpiazzare tutto questo con un mondo diverso, la possibilità di progettare un Nuovo Umanesimo che ribalti questa caduta nella materialità e nell’avidità superba e dispotica. Come leggo in un aforisma di Rita Levi di Montalcini, rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi. Lo sforzo di elaborazione della mia vita dovrebbe tendere a entrambi questi obiettivi, avere entrambe queste mete, tra di loro armonizzate e accordate come uno strumento musicale. Sul una balena arenata sull’isola di Sotra, vicino a Bergen, è stata eseguita un’autopsia. Nello stomaco aveva 30 sacchetti di plastica. Quanta plastica c’è nel mio animo? Quanto inquinamento da pubblicità e vanità indotta si nasconde dentro il mio essere? Sotto quanti starati di sedimento è nascosta la mia vera natura? Che cosa ho dimenticato di me? Non lasciamoci abbandonare a sogni inconsistenti e frivoli che alienano e non realizzano niente, facciamo sì che con il servizio nella spiritualità e l’impegno consapevole possiamo far sì che si realizzi un mondo … di sogno! C’è bisogno di tutti. Tu, io e tanti siamo non solo importanti, siamo indispensabili e da qui nasce la responsabilità di ciascuno… Molti dicono in qualche modo che siamo in una sorta di guerra ed è proprio in momenti di crisi come questi che le persone danno il loro peggio o il loro meglio, secondo ciò che hanno dentro … Grazie a tutti. Marco [Leggi]
Care amiche e amici,

chi in tenera età non ha mai desiderato una casa sull’albero? Un rifugio protetto da tutti, un piccolo regno inaccessibile a estranei ostili, nascosto, sicuro, totalmente suo, dove nascondere e conservare i sogni e i loro abitanti. La casa, nel senso più intimo, esclusivo, privato, per fuggire da un mondo che non riconosco mio, dove cercare un’identità ancora sconosciuta e nello stesso tempo esporla con orgoglio – come se si fosse già trovata - a chi non me la riconosce, a chi continua a dileggiarmi, a considerarmi inadeguato. Scappo! E adesso prendetemi se siete capaci… qui non ci arriverete. Qui sono tranquillo, questa è la casa dei miei sogni… Dove posso essere ancora piccolo, e sentirmi già grande.

Poi il tempo fa il suo lavoro lento, prezioso e inesorabile. E con il tempo cambia tutto e stare asserragliati in un luogo troppo comodo e isolato dal mondo diventa una distorsione della vita, in qualche modo una truffa della ragione misteriosa per la quale esisto. Si scopre che essere legati alla vita significa viverla nel modo più consapevole e molto spesso purtroppo scomodo e faticoso.

Questo tempo attuale nel quale la nostra vita si dipana non è facile e lo sappiamo tutti bene, credo sia anche e proprio per questo una grande opportunità per applicarci con il cuore, la spiritualità e la mente cosciente ad affrontare problemi enormi che forse l’umanità non ha mai avuto in forma così eterogenea, drammatica e simultanea. E’ un mondo trasfigurato, diventato altro da come era quando ero bambino, adesso i dominanti non ci vogliono persone ma clienti, non soggetti ma consumatori, non ci sono servizi al cittadino ma prodotti a pagamento, non diritti di cittadinanza ma privilegi elargiti secondo strategie commerciali e alla capacità di acquisto. La meditazione, la coscienza di noi e il cammino spirituale (e non solo loro) contribuiscono alla possibilità di rimpiazzare tutto questo con un mondo diverso, la possibilità di progettare un Nuovo Umanesimo che ribalti questa caduta nella materialità e nell’avidità superba e dispotica.

Come leggo in un aforisma di Rita Levi di Montalcini, rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi. Lo sforzo di elaborazione della mia vita dovrebbe tendere a entrambi questi obiettivi, avere entrambe queste mete, tra di loro armonizzate e accordate come uno strumento musicale.

Sul una balena arenata sull’isola di Sotra, vicino a Bergen, è stata eseguita un’autopsia. Nello stomaco aveva 30 sacchetti di plastica. Quanta plastica c’è nel mio animo? Quanto inquinamento da pubblicità e vanità indotta si nasconde dentro il mio essere? Sotto quanti starati di sedimento è nascosta la mia vera natura? Che cosa ho dimenticato di me?

Non lasciamoci abbandonare a sogni inconsistenti e frivoli che alienano e non realizzano niente, facciamo sì che con il servizio nella spiritualità e l’impegno consapevole possiamo far sì che si realizzi un mondo … di sogno!

C’è bisogno di tutti. Tu, io e tanti siamo non solo importanti, siamo indispensabili e da qui nasce la responsabilità di ciascuno…

Molti dicono in qualche modo che siamo in una sorta di guerra ed è proprio in momenti di crisi come questi che le persone danno il loro peggio o il loro meglio, secondo ciò che hanno dentro …

Grazie a tutti.

Marco [Chiudi]
La casa sull'albero.
"Non sognate, ma invece realizzate imprese che fanno sognare." (Paolo Coccheri)
09/12/2017: Anno 2017 - Numero 16  File Pdf
Pubblicato il 08/12/2017
Lettere e messaggi.
Lettere e messaggi.
Care amiche e amici, negli ultimi due numeri del notiziario ho chiesto un vostro parere o un commento. Per me è molto importante condividere, lasciare parola agli altri… capisco che abbiamo tutti da fare tante cose e non c’è mai tempo, ma è anche vero che se ce n’è troppo poco è arrivato il momento di potare qualcosa, di far respirare la pianta. Nessun giudizio ovviamente, al solito penso alla mia situazione. Riporto sotto i commenti che ho ricevuto, citando solo il nome dell’autore per riservatezza. Non importa la lunghezza del commento o la sapienzialità. Nello Zefiro non credo che la troviate. Importa desiderare di esserci con cuore lieto e puro, senza fronzoli o desiderio di apparire. Portare il proprio contributo in termini di presenza. Di testimonianza. Ognuno che riceve il notiziario ha fatto una scelta chiedendomi di inviarglielo, quando dopo l’estate ho chiesto l’adesione. Ha espresso un desiderio, un segno. Ho scoperto che tante persone desiderano ricevere notizie dalla Comunità e riguardo alle tradizioni che operano in città, perché lo desiderano, non solo perché gli arriva una mail. E’ la differenza che c’è tra essere presenti, vigili ed essere distratti, come se la vita fosse di un altro e non mia. Le cose che propongo sono solo piccoli spunti, inviti a riflessioni, non sono in alcun modo un insegnamento e non lo vogliono essere. Non sarei io. Mi interessa invece camminare sentendo che sono con altri, senza progetti grandiosi, senza vanagloria, condividendo. Tutti abbiamo una vita (alcune volte faticosa) da far andare avanti, altre persone da accudire e da seguire, bisogni, necessità da assolvere in un mondo che spesso è ostile e indifferente, se non peggio. Sentiamo il bisogno di cercare qualcosa di nuovo, alcuni parlano della necessità di un Nuovo Umanesimo che rimetta l’umano al centro e dove ci si prenda più cura della vita piuttosto che del profitto, dove il cinismo, la competizione di tutti contro tutti possa essere sostituita dalla collaborazione dove ognuno dà quello che ha senza pigrizia, senza tornaconto, senza avarizia e ovviamente senza sdraiarsi sulle spalle degli altri. Ho il mio peso, lo porto sulle mie gambe, ma desidererei vivere in un mondo che mi soccorresse se non ce la faccio, perché anche io ho un valore, proprio come tutti gli altri. Mi curo del prossimo come il prossimo si cura di me. Senza polizze assicurative o ministeri della felicità, ma con presenza umana reciproca, con amore direbbe qualcuno che ha capito. Un nuovo modo di vedere l’aspetto materiale dell’esistenza - che c’è ed è importante – ma che ha senso solo se può dare spinta alla crescita della parte interiore e spirituale. Adoperarsi nell’interesse economico senza ideali di fraternità o di servizio è come vivere senza un vero perché, senza una prospettiva, direi quasi escatologica. Alla fine rimane poco, perché non c’è un fine. L’accumulo di ricchezza porta alla solitudine, all’inaridimento interiore e a vedere l’altro come minaccia, piuttosto che come una preziosa opportunità o un amico. Ecco i messaggi. Gabriele: Per me la cosa più importante è la consapevolezza, se osserviamo con cuore puro la nostra vita ci rendiamo conto che ogni cosa avviene per il nostro bene e abbiamo sempre tutto ciò che ci serve veramente, ma siamo spesso ingannati dalla nostra mente che per sua natura mente. E’ probabile che abbia detto una bischerata e che la mia mente mi abbia ingannato. Costanza: Grazie Marco!!! Bernardo: marco grazie amico mio Michelangelo: D'accordo con Marco. C'è il silenzio dell' ascolto e quello omissivo. Vale quanto la parola che l' ha preparato. Il silenzio stupito di chi ha un mondo nel cuore e “non riesce a descriverlo con le parole”. Cristina: trovate il testo di Cristina nell’allegato “Riflessioni”. Giuseppe: il mio contributo è un distico di Catone (I,10): “A tutti è data una lingua, a pochi saggezza” (sermo datur cunctis, animi sapientia paucis). Pina: Buona sera Marco, belle domande...cos'è la via? E dove ci porta, per quali territori? Concetti, memorie, riflessi del già conosciuto si affollano alla mente, quindi li scarto. Rimane silenzio, mistero, assenza di concetti, puro esperire, dimenticarsi di se, servizio. Lo sintetizzo in “bene”, ma non so cosa sia ne come definirlo, ma non ha importanza, non ha alcuna importanza. E l'ego che fa? si mette a cercare, e quel cercare, che poi dimentica l'ego, è anch'esso la via. Giorgia: Ho condiviso la tua riflessione con Lorenzo, visto che stasera vedremo "La scuola di Barbiana". Grazie a tutti. Marco [Leggi]
Care amiche e amici,

negli ultimi due numeri del notiziario ho chiesto un vostro parere o un commento. Per me è molto importante condividere, lasciare parola agli altri… capisco che abbiamo tutti da fare tante cose e non c’è mai tempo, ma è anche vero che se ce n’è troppo poco è arrivato il momento di potare qualcosa, di far respirare la pianta. Nessun giudizio ovviamente, al solito penso alla mia situazione.

Riporto sotto i commenti che ho ricevuto, citando solo il nome dell’autore per riservatezza.

Non importa la lunghezza del commento o la sapienzialità. Nello Zefiro non credo che la troviate. Importa desiderare di esserci con cuore lieto e puro, senza fronzoli o desiderio di apparire. Portare il proprio contributo in termini di presenza. Di testimonianza. Ognuno che riceve il notiziario ha fatto una scelta chiedendomi di inviarglielo, quando dopo l’estate ho chiesto l’adesione. Ha espresso un desiderio, un segno. Ho scoperto che tante persone desiderano ricevere notizie dalla Comunità e riguardo alle tradizioni che operano in città, perché lo desiderano, non solo perché gli arriva una mail. E’ la differenza che c’è tra essere presenti, vigili ed essere distratti, come se la vita fosse di un altro e non mia.

Le cose che propongo sono solo piccoli spunti, inviti a riflessioni, non sono in alcun modo un insegnamento e non lo vogliono essere. Non sarei io. Mi interessa invece camminare sentendo che sono con altri, senza progetti grandiosi, senza vanagloria, condividendo. Tutti abbiamo una vita (alcune volte faticosa) da far andare avanti, altre persone da accudire e da seguire, bisogni, necessità da assolvere in un mondo che spesso è ostile e indifferente, se non peggio. Sentiamo il bisogno di cercare qualcosa di nuovo, alcuni parlano della necessità di un Nuovo Umanesimo che rimetta l’umano al centro e dove ci si prenda più cura della vita piuttosto che del profitto, dove il cinismo, la competizione di tutti contro tutti possa essere sostituita dalla collaborazione dove ognuno dà quello che ha senza pigrizia, senza tornaconto, senza avarizia e ovviamente senza sdraiarsi sulle spalle degli altri. Ho il mio peso, lo porto sulle mie gambe, ma desidererei vivere in un mondo che mi soccorresse se non ce la faccio, perché anche io ho un valore, proprio come tutti gli altri. Mi curo del prossimo come il prossimo si cura di me. Senza polizze assicurative o ministeri della felicità, ma con presenza umana reciproca, con amore direbbe qualcuno che ha capito. Un nuovo modo di vedere l’aspetto materiale dell’esistenza - che c’è ed è importante – ma che ha senso solo se può dare spinta alla crescita della parte interiore e spirituale. Adoperarsi nell’interesse economico senza ideali di fraternità o di servizio è come vivere senza un vero perché, senza una prospettiva, direi quasi escatologica. Alla fine rimane poco, perché non c’è un fine. L’accumulo di ricchezza porta alla solitudine, all’inaridimento interiore e a vedere l’altro come minaccia, piuttosto che come una preziosa opportunità o un amico.

Ecco i messaggi.

Gabriele: Per me la cosa più importante è la consapevolezza, se osserviamo con cuore puro la nostra vita ci rendiamo conto che ogni cosa avviene per il nostro bene e abbiamo sempre tutto ciò che ci serve veramente, ma siamo spesso ingannati dalla nostra mente che per sua natura mente. E’ probabile che abbia detto una bischerata e che la mia mente mi abbia ingannato.

Costanza: Grazie Marco!!!

Bernardo: marco grazie amico mio

Michelangelo: D'accordo con Marco. C'è il silenzio dell' ascolto e quello omissivo. Vale quanto la parola che l' ha preparato. Il silenzio stupito di chi ha un mondo nel cuore e “non riesce a descriverlo con le parole”.

Cristina: trovate il testo di Cristina nell’allegato “Riflessioni”.

Giuseppe: il mio contributo è un distico di Catone (I,10): “A tutti è data una lingua, a pochi saggezza” (sermo datur cunctis, animi sapientia paucis).

Pina: Buona sera Marco, belle domande...cos'è la via? E dove ci porta, per quali territori? Concetti, memorie, riflessi del già conosciuto si affollano alla mente, quindi li scarto. Rimane silenzio, mistero, assenza di concetti, puro esperire, dimenticarsi di se, servizio. Lo sintetizzo in “bene”, ma non so cosa sia ne come definirlo, ma non ha importanza, non ha alcuna importanza. E l'ego che fa? si mette a cercare, e quel cercare, che poi dimentica l'ego, è anch'esso la via.

Giorgia: Ho condiviso la tua riflessione con Lorenzo, visto che stasera vedremo "La scuola di Barbiana".

Grazie a tutti.

Marco [Chiudi]
Lettere e messaggi.
"La beatitudine è lo scopo di Dio per l'umanità; ottieni questo bene supremo per te stesso innanzitutto, affinché tu possa distribuirlo interamente ai tuoi simili." (Sri Aurobindo)
Allegati Allegati: Zefiro.2017.16
25/11/2017: Anno 2017 - Numero 15  File Pdf
Pubblicato il 24/11/2017
L’obbedienza e la sovversione.
L’obbedienza e la sovversione.
Care amiche e amici, un pensiero su don Milani, le origini borghesi, la vita a Barbiana, il sogno, l’impegno, i ragazzi vero amore della sua vita, l’insegnamento, le riflessioni e le lotte, le consapevolezze nel rapporto di potere con il mondo, i diseredati con una limitata istruzione e i padroni del mondo con conoscenze di tante “parole difficili” che lui voleva far imparare ai suoi studenti perché non fossero da meno, per non essere prigionieri dell’ignoranza. In una famosa lettera scriveva tra l’altro che “l’obbedienza non è più una virtù”. Una lettera ad una professoressa, una lettera articolata, ragionata, sicuramente vissuta profondamente e sofferta. Avrei voluto essere accanto a lui quel giorno che scriveva, parlare di questo grido, di questa necessità di fare un distinguo, di chiamarsi fuori da un conformismo di pensiero. Perché le persone non sono uguali e pensare tutti uguali è la prima violenza che viene fatta su chi ha avuto meno dalla vita. L’obbedienza è un grande insegnamento se collegata alla presenza di aspetti spirituali, se consacrata al proprio principio Sacro, se vissuta con il cuore sincero in un cammino dove sentiamo di essere aiutati e seguiti dall’alto. Ma l’obbedienza è un dovere sempre? Verso tutti? In modo acritico, coatto? L’obbedienza in situazioni dove si vede che chi la pretende non è leale, etico o non vuole il bene degli altri, ma pretende solo ubbidienza per usare il prossimo, per piegarlo con i suoi privilegi o avidi tornaconti, questa obbedienza è doverosa? Dico questo perché è questo che stiamo vivendo, in questo mondo in conflitto e in lotta dove la guerra è pratica e minaccia quotidiana, con disuguaglianza strutturali erette a sistema, ingiustizie palesi passate come inevitabili, quale obbedienza è doverosa? Ribellarsi dunque? Essere disubbidienti dentro il proprio cuore? Fino a dove? Fino a che punto? Da chi posso imparare? Una famosa teologa di cui preferisco non fare il nome sta scrivendo un libro che forse intitolerà “Cristo sovversivo”. Appare singolare, non trovate? E’ il Santo che rovescia i banchi delle nefandezze, il Santo che dà scandalo verso i dottori della legge, dediti ad imporla per trarne vantaggi, distorcendola, allontanandola dal cuore. Questo sarà il vero motivo della sua condanna a morte perché il Santo sovversivo sa dire quelle verità che scardinano il cuore maligno, che lo denudano. Essere sovversivo per sovvertire le menzogne del mondo, dissacrante delle direttive che rendono schiavi. Risvegliato al vero che è custodito in noi perché il servo veramente domato è quello che ama le proprie catene e spesso non sa nemmeno di esserne avvolto. Sovversivo e profondamente non violento, compassionevole verso chi sbaglia per ignoranza perché il cammino della consapevolezza è il più difficile, lo sappiamo, ma risoluto nella denuncia dell’errore e degli ipocriti che vi ci inducono gli altri. Rimettere al posto giusto i valori che contano davvero, riacquisire la semplicità delle cose che profumano di genuino, di semplice, di frugale, di eterno. Non avere quindi schemi fissati? Forse. Amare senza regole? Amare senza limite? Seguire il bene che arriva da dentro, saperlo ascoltare, riconoscere, incontrarlo. Essere obbediente con l’amore e sovversivo con la superbia e le miserie dei vanitosi. Obbediente verso le regole eterne del vivente e sovversivo verso quelle che tolgono dignità e che impoveriscono la vita del suo bello, della sua essenza divina. Per me è difficile parlare di tutto questo, mi perdo e mi confondo. Forse alla base di tutto questo malessere del mondo, se non malaffare…, penso ci sia una questione di mancanza di tenerezza. La fobia della tenerezza è uno dei grandi drammi dell’occidente. Viviamo in un sistema dove c’è troppo “maschile” per avere una vera completezza esistenziale… e troppa instabilità che non consente di attraversare con il sorriso il dramma gioioso della vita. Se volete dare un vostro contributo mi farebbe molto piacere! Grazie a tutti. Marco [Leggi]
Care amiche e amici,

un pensiero su don Milani, le origini borghesi, la vita a Barbiana, il sogno, l’impegno, i ragazzi vero amore della sua vita, l’insegnamento, le riflessioni e le lotte, le consapevolezze nel rapporto di potere con il mondo, i diseredati con una limitata istruzione e i padroni del mondo con conoscenze di tante “parole difficili” che lui voleva far imparare ai suoi studenti perché non fossero da meno, per non essere prigionieri dell’ignoranza. In una famosa lettera scriveva tra l’altro che “l’obbedienza non è più una virtù”. Una lettera ad una professoressa, una lettera articolata, ragionata, sicuramente vissuta profondamente e sofferta. Avrei voluto essere accanto a lui quel giorno che scriveva, parlare di questo grido, di questa necessità di fare un distinguo, di chiamarsi fuori da un conformismo di pensiero. Perché le persone non sono uguali e pensare tutti uguali è la prima violenza che viene fatta su chi ha avuto meno dalla vita. L’obbedienza è un grande insegnamento se collegata alla presenza di aspetti spirituali, se consacrata al proprio principio Sacro, se vissuta con il cuore sincero in un cammino dove sentiamo di essere aiutati e seguiti dall’alto. Ma l’obbedienza è un dovere sempre? Verso tutti? In modo acritico, coatto? L’obbedienza in situazioni dove si vede che chi la pretende non è leale, etico o non vuole il bene degli altri, ma pretende solo ubbidienza per usare il prossimo, per piegarlo con i suoi privilegi o avidi tornaconti, questa obbedienza è doverosa? Dico questo perché è questo che stiamo vivendo, in questo mondo in conflitto e in lotta dove la guerra è pratica e minaccia quotidiana, con disuguaglianza strutturali erette a sistema, ingiustizie palesi passate come inevitabili, quale obbedienza è doverosa? Ribellarsi dunque? Essere disubbidienti dentro il proprio cuore? Fino a dove? Fino a che punto? Da chi posso imparare? Una famosa teologa di cui preferisco non fare il nome sta scrivendo un libro che forse intitolerà “Cristo sovversivo”. Appare singolare, non trovate? E’ il Santo che rovescia i banchi delle nefandezze, il Santo che dà scandalo verso i dottori della legge, dediti ad imporla per trarne vantaggi, distorcendola, allontanandola dal cuore. Questo sarà il vero motivo della sua condanna a morte perché il Santo sovversivo sa dire quelle verità che scardinano il cuore maligno, che lo denudano. Essere sovversivo per sovvertire le menzogne del mondo, dissacrante delle direttive che rendono schiavi. Risvegliato al vero che è custodito in noi perché il servo veramente domato è quello che ama le proprie catene e spesso non sa nemmeno di esserne avvolto. Sovversivo e profondamente non violento, compassionevole verso chi sbaglia per ignoranza perché il cammino della consapevolezza è il più difficile, lo sappiamo, ma risoluto nella denuncia dell’errore e degli ipocriti che vi ci inducono gli altri. Rimettere al posto giusto i valori che contano davvero, riacquisire la semplicità delle cose che profumano di genuino, di semplice, di frugale, di eterno. Non avere quindi schemi fissati? Forse. Amare senza regole? Amare senza limite? Seguire il bene che arriva da dentro, saperlo ascoltare, riconoscere, incontrarlo. Essere obbediente con l’amore e sovversivo con la superbia e le miserie dei vanitosi. Obbediente verso le regole eterne del vivente e sovversivo verso quelle che tolgono dignità e che impoveriscono la vita del suo bello, della sua essenza divina.

Per me è difficile parlare di tutto questo, mi perdo e mi confondo. Forse alla base di tutto questo malessere del mondo, se non malaffare…, penso ci sia una questione di mancanza di tenerezza. La fobia della tenerezza è uno dei grandi drammi dell’occidente. Viviamo in un sistema dove c’è troppo “maschile” per avere una vera completezza esistenziale… e troppa instabilità che non consente di attraversare con il sorriso il dramma gioioso della vita.

Se volete dare un vostro contributo mi farebbe molto piacere!

Grazie a tutti.

Marco [Chiudi]
L’obbedienza e la sovversione.
"Non abbiate paura della bontà e della tenerezza." (Papa Francesco)
Allegati Allegati: Zefiro.2017.15
11/11/2017: Anno 2017 - Numero 14  File Pdf
Pubblicato il 10/11/2017
Amalfi, Il sentiero degli Dei.
Amalfi, Il sentiero degli Dei.
Care amiche e amici, vi propongo di dare un contributo a questo dialogo che segue e che è comin-ciato tra persone della Comunità. Inviate un piccolo testo scritto da voi a questo indirizzo mail e sarà pubblicato come vostro personale contributo. Ecco il dialogo: Chiara: Carissimi qualche giorno fa avevo proposto in riflessione a tutti e mi piacerebbe continuarla. Aggiungo ancora qualcosa. Ci si chiedeva cosa fosse la via? Per il tao=via strada ha un significato però a livello filosofico traducibile per approssimazioni come: ordine cosmico, natura, logos, dio, ecc. Adonai, Essere supremo, Signore. Aggiungete ciò che è nato dai vari dialoghi interreligiosi e non. Oggi è il giorno del Sat Guru. Cristina: Sat Guru è la festa iniziatica del maestro divino, dove sintonizzare ed elevate la propria coscienza. Marco: Una volta mi piaceva Assoluto. Adesso mi corrisponde più la parola Mistero. Mi sembra più indicativa. Sul piano fisico ci sembra di poter interagire facilmente con gli elementi fisici ricevendo una sensazione di potere, nel potere di disporre del mondo, ma lo possiamo fare in realtà solo per il 7% di quello che esiste sul piano della materia. Una percentuale minima se pensiamo a galassie, soli, mondi ecc. nell’universo. Il resto è “materia oscura” e “energia oscura” che non interagisce con noi, totalmente inconoscibile anche dalla scienza che la può rilevare solo come effetto gravitazionale. Molto di più ancora a livello spirituale dove passando a questa dimensione cambia addirittura il piano di esistenza, dove le nostre categorie cognitive, il concetto di spazio/tempo, le leggi, che regolano il mondo e la stessa mente umana, non valgono più o hanno regole diverse. Poi di questi piani di esistenza ce ne sono molti non uno solo e tra loro interconnessi e in armonia evolutiva. Per noi solo misteri. E tutta questa immensità di dimensioni interconnesse non è certo “Quello”, ma ancora solo una sua piccola parte. Ognuno di noi, che ne è una parte, è il mistero stesso, incarnato. Una piccola parte ma che contiene il tutto. Il Mistero è un po’ come un frattale, li conoscete? Un disegno che se osservi e ingrandisci a dismisura ci trovi sempre nuovi particolari, colori e dimensioni prima non conosciute, perché non evidenti, e non trovi per quanto cerchi un’origine unica, un fondo. E’ come un infinito infinitesimo. Un tutto in un punto. Un’enormità di cui non si può trovare né inizio né fine, sempre in un’armonia perfetta. Un frattale appunto, un’astrazione matematica e al contempo una realtà tangibile che è presente come legge di armonia in tanti esseri viventi. Ricordate la sequenza di Fibonacci? ... Siamo luminosi atomi di coscienza integrati e guidati ma anche piccoli e ignari. La condizione umana dominante è l'ignoranza e quindi la sua compagna dovrebbe essere l'umiltà e il servizio agli altri. Ma spesso l’amore non viene praticato. Troppo spesso si prendono decisioni di agire nel mondo per avidità squilibrando piani sconosciuti e interconnessi. Desiderio di dominio, superbia (quanta!), arroganza, ipocrisia e vanità, miserie di uomini piccoli … La modalità giusta di interazione con il mondo credo possa essere il silenzio, l’ascolto e da qui la meditazione, il non giudizio. Ma facciamolo alla fine questo benedetto passo indietro…. Lo dovrei proprio dire ai generali del Potere... ma rischierei di esser messo dentro per tentativo di sovversione verso un potere basato sulla paura e l’inconsapevolezza ad arte indotta. Grazie a tutti. Marco [Leggi]
Care amiche e amici,

vi propongo di dare un contributo a questo dialogo che segue e che è comin-ciato tra persone della Comunità. Inviate un piccolo testo scritto da voi a questo indirizzo mail e sarà pubblicato come vostro personale contributo.

Ecco il dialogo:

Chiara: Carissimi qualche giorno fa avevo proposto in riflessione a tutti e mi piacerebbe continuarla. Aggiungo ancora qualcosa.

Ci si chiedeva cosa fosse la via? Per il tao=via strada ha un significato però a livello filosofico traducibile per approssimazioni come: ordine cosmico, natura, logos, dio, ecc. Adonai, Essere supremo, Signore. Aggiungete ciò che è nato dai vari dialoghi interreligiosi e non. Oggi è il giorno del Sat Guru.

Cristina: Sat Guru è la festa iniziatica del maestro divino, dove sintonizzare ed elevate la propria coscienza.

Marco: Una volta mi piaceva Assoluto. Adesso mi corrisponde più la parola Mistero. Mi sembra più indicativa. Sul piano fisico ci sembra di poter interagire facilmente con gli elementi fisici ricevendo una sensazione di potere, nel potere di disporre del mondo, ma lo possiamo fare in realtà solo per il 7% di quello che esiste sul piano della materia. Una percentuale minima se pensiamo a galassie, soli, mondi ecc. nell’universo. Il resto è “materia oscura” e “energia oscura” che non interagisce con noi, totalmente inconoscibile anche dalla scienza che la può rilevare solo come effetto gravitazionale. Molto di più ancora a livello spirituale dove passando a questa dimensione cambia addirittura il piano di esistenza, dove le nostre categorie cognitive, il concetto di spazio/tempo, le leggi, che regolano il mondo e la stessa mente umana, non valgono più o hanno regole diverse. Poi di questi piani di esistenza ce ne sono molti non uno solo e tra loro interconnessi e in armonia evolutiva. Per noi solo misteri. E tutta questa immensità di dimensioni interconnesse non è certo “Quello”, ma ancora solo una sua piccola parte. Ognuno di noi, che ne è una parte, è il mistero stesso, incarnato. Una piccola parte ma che contiene il tutto. Il Mistero è un po’ come un frattale, li conoscete? Un disegno che se osservi e ingrandisci a dismisura ci trovi sempre nuovi particolari, colori e dimensioni prima non conosciute, perché non evidenti, e non trovi per quanto cerchi un’origine unica, un fondo. E’ come un infinito infinitesimo. Un tutto in un punto. Un’enormità di cui non si può trovare né inizio né fine, sempre in un’armonia perfetta. Un frattale appunto, un’astrazione matematica e al contempo una realtà tangibile che è presente come legge di armonia in tanti esseri viventi. Ricordate la sequenza di Fibonacci? ... Siamo luminosi atomi di coscienza integrati e guidati ma anche piccoli e ignari. La condizione umana dominante è l'ignoranza e quindi la sua compagna dovrebbe essere l'umiltà e il servizio agli altri. Ma spesso l’amore non viene praticato. Troppo spesso si prendono decisioni di agire nel mondo per avidità squilibrando piani sconosciuti e interconnessi. Desiderio di dominio, superbia (quanta!), arroganza, ipocrisia e vanità, miserie di uomini piccoli … La modalità giusta di interazione con il mondo credo possa essere il silenzio, l’ascolto e da qui la meditazione, il non giudizio. Ma facciamolo alla fine questo benedetto passo indietro…. Lo dovrei proprio dire ai generali del Potere... ma rischierei di esser messo dentro per tentativo di sovversione verso un potere basato sulla paura e l’inconsapevolezza ad arte indotta.

Grazie a tutti.

Marco [Chiudi]
Amalfi, Il sentiero degli Dei.
"La vita senza ricerca non è degna di essere vissuta." (Socrate (470-399 a.C.))
Allegati Allegati: Zefiro.2017.14
28/10/2017: Anno 2017 - Numero 13  File Pdf
Pubblicato il 03/11/2017
Convegno sull'Etica.
Convegno sull'Etica.
Care amiche e amici, riporto oggi la locandina di un convegno tenutosi a Firenze recentemente non per sottolineare le proposte di un’associazione cui per altro appartengo ma perché in quell’occasione sono emerse riflessioni importanti da parte delle relatrici, che ho cercato di fare proprie in qualche modo. Fin dal titolo la parola “gestazione” rimanda al bambino in formazione nella pancia della madre e alle infinite interazioni che si compiono e si devono compiere con somma sapienza della Natura in modo perfetto perché possa nascere sano e completo nel corpo. Purtroppo alle volte qualcosa non va e al futuro essere manca qualcosa, una parte del suo corpo non si è formata, è rimasta inespressa, rattrappita, informe. E non potrà per altro mai più formarsi, sarà mancante per sempre, il suo essere sarà deficitario. Questo accade non solo sul piano del corpo fisico ma può accadere sul piano etico ed empatico dell’individuo. La formazione non si arresta alla prima nascita e, infatti, il processo di creazione prosegue e da una gestazione fisica nella pancia della madre passa a una gestazione nel cuore della persona. Un processo che affronta aspetti fondanti di quello che sarà l’individuo adulto, delle sue caratteristiche caratteriali e spirituali. La formazione interiore, etica e morale, richiede tempo, anni (quasi una ventina), e tanto accudimento da parte degli altri come accade per il feto da parte della madre, perché siamo feti – esseri in formazione - anche per quanto riguarda il nostro intimo, la nostra parte emotiva ed emozionale. Come per il fisico se qualcosa va male, se non è comunicato coraggio, rispetto, attenzione, amore, speranza e forza quell’individuo mancherà delle parti del suo corpo interiore, affettivo, empatico, Umano in generale e se ne svilupperanno altre che se fuori controllo lo porteranno a essere arrogante, superbo, solo, avido, senza cuore, iroso e amorale. Quando il processo di formazione etica fallisce, possono nascere mostri. Allora si creano persone intrinsecamente problematiche, claudicanti dentro, che inciampano, che non riescono a provare e dare piacere e gioia. Che scelgono di praticare il dolore verso gli altri piuttosto che la condivisione e l’aiuto reciproco, che vedono solo il loro. Scelgono il conflitto e la guerra con gli altri perché sono in guerra con se stessi, perché solo nella lotta, nella competizione sfrenata (spesso senza senso), nel misurarsi con gli altri per vincere e nel giudicarli per vedere quanto riescono a dominare, trovano una ragione apparente alla loro esistenza rattrappita. Questi aspetti non si vedono a uno sguardo superficiale, come invece avviene per la parte fisica, ma hanno effetti ben peggiori per la società, in termini di mancanze di rispetto verso l’altro: nella ricerca ossessiva della dominanza e nel controllo, nella volontà di acquisire denaro e potere oltre misura per sentirsi importanti e potenti. Sono aspetti coerenti con le aspettative di un Potere che li domina, li incoraggia e premia perché sue coerenti espressioni, suoi servitori zelanti. Persone incomplete e offese da mancanze gravi che cercano un loro riscatto nell’avere essendo il loro essere incapace di profondità e lo sfogo della rabbia repressa si esprime nella separazione dagli altri che rimangono irraggiungibili e alieni essendosi loro stessi persi in un vortice di incapacità all’amore empatico che - non ricevuto una volta nella loro formazione – li porterà a nuove perversioni e a replicare modelli errati e nuovamente devianti per altri dopo di loro (figli, amici, …), in una catena che tende a replicarsi con effetti moltiplicativi. Ritornare a “essere umani” penso sia il percorso che ciascuno è chiamato a fare, lasciando dietro di sé illusioni inutili, falsi miti, idoli e feticci di potere che offendono. Spogliarsi di tutto quanto non è veramente nostro, potare rami secchi e posticci, in un cammino verso l’amore e l’incontro con la parte morbida e tenera che come una pianta cerca di emergere da terreni pietrosi, in un cammino anche drammatico, spesso di solitudine ma alle volte anche con la compagnia di buoni amici, con la forza inarrestabile della vita. Perché l’umano non è guerra, anche se lo può diventare perdendo proprio l'umano. Grazie a tutti. Marco [Leggi]
Care amiche e amici,

riporto oggi la locandina di un convegno tenutosi a Firenze recentemente non per sottolineare le proposte di un’associazione cui per altro appartengo ma perché in quell’occasione sono emerse riflessioni importanti da parte delle relatrici, che ho cercato di fare proprie in qualche modo.

Fin dal titolo la parola “gestazione” rimanda al bambino in formazione nella pancia della madre e alle infinite interazioni che si compiono e si devono compiere con somma sapienza della Natura in modo perfetto perché possa nascere sano e completo nel corpo. Purtroppo alle volte qualcosa non va e al futuro essere manca qualcosa, una parte del suo corpo non si è formata, è rimasta inespressa, rattrappita, informe. E non potrà per altro mai più formarsi, sarà mancante per sempre, il suo essere sarà deficitario. Questo accade non solo sul piano del corpo fisico ma può accadere sul piano etico ed empatico dell’individuo. La formazione non si arresta alla prima nascita e, infatti, il processo di creazione prosegue e da una gestazione fisica nella pancia della madre passa a una gestazione nel cuore della persona. Un processo che affronta aspetti fondanti di quello che sarà l’individuo adulto, delle sue caratteristiche caratteriali e spirituali. La formazione interiore, etica e morale, richiede tempo, anni (quasi una ventina), e tanto accudimento da parte degli altri come accade per il feto da parte della madre, perché siamo feti – esseri in formazione - anche per quanto riguarda il nostro intimo, la nostra parte emotiva ed emozionale. Come per il fisico se qualcosa va male, se non è comunicato coraggio, rispetto, attenzione, amore, speranza e forza quell’individuo mancherà delle parti del suo corpo interiore, affettivo, empatico, Umano in generale e se ne svilupperanno altre che se fuori controllo lo porteranno a essere arrogante, superbo, solo, avido, senza cuore, iroso e amorale. Quando il processo di formazione etica fallisce, possono nascere mostri. Allora si creano persone intrinsecamente problematiche, claudicanti dentro, che inciampano, che non riescono a provare e dare piacere e gioia. Che scelgono di praticare il dolore verso gli altri piuttosto che la condivisione e l’aiuto reciproco, che vedono solo il loro. Scelgono il conflitto e la guerra con gli altri perché sono in guerra con se stessi, perché solo nella lotta, nella competizione sfrenata (spesso senza senso), nel misurarsi con gli altri per vincere e nel giudicarli per vedere quanto riescono a dominare, trovano una ragione apparente alla loro esistenza rattrappita. Questi aspetti non si vedono a uno sguardo superficiale, come invece avviene per la parte fisica, ma hanno effetti ben peggiori per la società, in termini di mancanze di rispetto verso l’altro: nella ricerca ossessiva della dominanza e nel controllo, nella volontà di acquisire denaro e potere oltre misura per sentirsi importanti e potenti. Sono aspetti coerenti con le aspettative di un Potere che li domina, li incoraggia e premia perché sue coerenti espressioni, suoi servitori zelanti. Persone incomplete e offese da mancanze gravi che cercano un loro riscatto nell’avere essendo il loro essere incapace di profondità e lo sfogo della rabbia repressa si esprime nella separazione dagli altri che rimangono irraggiungibili e alieni essendosi loro stessi persi in un vortice di incapacità all’amore empatico che - non ricevuto una volta nella loro formazione – li porterà a nuove perversioni e a replicare modelli errati e nuovamente devianti per altri dopo di loro (figli, amici, …), in una catena che tende a replicarsi con effetti moltiplicativi.

Ritornare a “essere umani” penso sia il percorso che ciascuno è chiamato a fare, lasciando dietro di sé illusioni inutili, falsi miti, idoli e feticci di potere che offendono. Spogliarsi di tutto quanto non è veramente nostro, potare rami secchi e posticci, in un cammino verso l’amore e l’incontro con la parte morbida e tenera che come una pianta cerca di emergere da terreni pietrosi, in un cammino anche drammatico, spesso di solitudine ma alle volte anche con la compagnia di buoni amici, con la forza inarrestabile della vita. Perché l’umano non è guerra, anche se lo può diventare perdendo proprio l'umano.

Grazie a tutti.

Marco [Chiudi]
Convegno sull'Etica.
"La cosa suprema, bambina mia, che si può conquistare nella vita, è non voler possedere nulla… Neppure in amore." (Ernst Wiechert)
Allegati Allegati: Zefiro.2017.13
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Comunità di Meditazione Interreligiosa Fiorentina
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Versione: 1.5
Rilasciata il: 06/02/2014
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