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La via dell'equilibio

Il mattino ha toccato lo zenit. Il sole è diventato di fuoco, e il mio essere desidera spostarsi all'ombra.

Un vecchio maestro di scuola è venuto a trovarmi. Per anni ha osservato pratiche religiose.

Il suo corpo è così secco ed emaciato che le ossa sporgono dalla pelle,e i suoi occhi sono ottusi e infossati. Si è torturato tanto, pensando che questa tortura fosse una disciplina spirituale.

Questo errore avvelena la vita di molte persone che bramano percorrere il sentiero del divino.

Per costoro conseguire il divino significa negare il mondo, e salvare l'anima implica distruggere il corpo. Questa concezione negativa distrugge quelle persone, ed esse non si rendono più conto che rifiutare il mondo non implica affatto realizzare Dio.

In verità coloro che mortificano il corpo non sono migliori dei materialisti: quanti condannano il mondo, ne sono sottilmente ossessionati. L'ascetismo lega al mondo tanto quanto l'edonismo.

La vera disciplina spirituale non rifiuta il corpo e il mondo – li trascende.

E tutto ciò si consegue, né con l'indulgere dei sensi, né con la repressione.

Questo sentiero differisce da entrambe le cose; è una terza via, la via dell'equilibrio.

L'equilibrio si trova in mezzo ai due estremi: quel punto esattamente nel mezzo, trascende entrambe le polarità.

Di fatto lo si definisce punto mediano, solo per comodità di linguaggio: esso si trova al di là di entrambi gli estremi. Essere in equilibrio tra l'indulgere e la repressione, non significa avere un po' dell'una e un po' dell'altra: non si ha nessuna delle due.

Non si tratta di un compromesso, è un equilibrio. L'estremo è squilibrio, il punto mediano è equilibrio. All'estremo si ha distruzione, nel mezzo si ha la vita. Essere a un estremo, significa morire: sia l'indulgenza che la repressione distruggono la vita. Lo squilibrio è ignoranza oscurità e morte.

La mia disciplina spirituale è equilibrio e armonia. Quando le corde del liuto non sono troppo allentate, né troppo tese, si ha musica armoniosa. Corde troppo allentate sono inutili, tanto quanto lo sono corde troppo tese. Ma le corde possono esistere in modo da non essere né troppo allentate né troppo tese, ed è questo punto che fa nascere la melodia. Questo è il punto di equilibrio.

Le leggi che governano la musica e le leggi dell'equilibrio sono identiche. La verità si consegue attraverso l'equilibrio.

Ho accennato a quel maestro di scuola questo concetto dell'equilibrio, e sembra l'abbia ascoltato. I suoi occhi ne sono la prova: hanno l'espressione di qualcuno che si risveglia dopo un sonno.

Sembra essere calmo e in pace, come se qualche tensione si fosse rilassata e si fosse toccata qualche intuizione.

Mentre stava parlando gli ho detto: “Abbandona ogni tensione, e poi osserva. Hai abbandonato il piacere. Ora abbandona anche la repressione. Abbandona ogni cosa, e osserva.

“Sii naturale e osserva. Solo se siamo naturali possiamo giungere a una condizione di perfetta salute e toccare la natura del sé.”

Mi ha risposto: “ Cosa altro mi resta da abbandonare? Ogni cosa è già caduta. Me ne riparto in pace e libero da un peso. Sembra la fine di un incubo. Ti ringrazio di cuore.” I suoi occhi erano diventati assolutamente innocenti e quieti, e il suo sorriso era dolce. Anche se vecchio sembrava un bambino.

Vorrei che queste cose fossero chiare a chiunque ricerchi Dio.

Il mattino ha toccato lo zenit. Il sole è diventato di fuoco, e il mio essere desidera spostarsi all'ombra.

Un vecchio maestro di scuola è venuto a trovarmi. Per anni ha osservato pratiche religiose.

Il suo corpo è così secco ed emaciato che le ossa sporgono dalla pelle,e i suoi occhi sono ottusi e infossati. Si è torturato tanto, pensando che questa tortura fosse una disciplina spirituale.

Questo errore avvelena la vita di molte persone che bramano percorrere il sentiero del divino.

Per costoro conseguire il divino significa negare il mondo, e salvare l'anima implica distruggere il corpo. Questa concezione negativa distrugge quelle persone, ed esse non si rendono più conto che rifiutare il mondo non implica affatto realizzare Dio.

In verità coloro che mortificano il corpo non sono migliori dei materialisti: quanti condannano il mondo, ne sono sottilmente ossessionati. L'ascetismo lega al mondo tanto quanto l'edonismo.

La vera disciplina spirituale non rifiuta il corpo e il mondo – li trascende.

E tutto ciò si consegue, né con l'indulgere dei sensi, né con la repressione.

Questo sentiero differisce da entrambe le cose; è una terza via, la via dell'equilibrio.

L'equilibrio si trova in mezzo ai due estremi: quel punto esattamente nel mezzo, trascende entrambe le polarità.

Di fatto lo si definisce punto mediano, solo per comodità di linguaggio: esso si trova al di là di entrambi gli estremi. Essere in equilibrio tra l'indulgere e la repressione, non significa avere un po' dell'una e un po' dell'altra: non si ha nessuna delle due.

Non si tratta di un compromesso, è un equilibrio. L'estremo è squilibrio, il punto mediano è equilibrio. All'estremo si ha distruzione, nel mezzo si ha la vita. Essere a un estremo, significa morire: sia l'indulgenza che la repressione distruggono la vita. Lo squilibrio è ignoranza oscurità e morte.

La mia disciplina spirituale è equilibrio e armonia. Quando le corde del liuto non sono troppo allentate, né troppo tese, si ha musica armoniosa. Corde troppo allentate sono inutili, tanto quanto lo sono corde troppo tese. Ma le corde possono esistere in modo da non essere né troppo allentate né troppo tese, ed è questo punto che fa nascere la melodia. Questo è il punto di equilibrio.

Le leggi che governano la musica e le leggi dell'equilibrio sono identiche. La verità si consegue attraverso l'equilibrio.

Ho accennato a quel maestro di scuola questo concetto dell'equilibrio, e sembra l'abbia ascoltato. I suoi occhi ne sono la prova: hanno l'espressione di qualcuno che si risveglia dopo un sonno.

Sembra essere calmo e in pace, come se qualche tensione si fosse rilassata e si fosse toccata qualche intuizione.

Mentre stava parlando gli ho detto: “Abbandona ogni tensione, e poi osserva. Hai abbandonato il piacere. Ora abbandona anche la repressione. Abbandona ogni cosa, e osserva.

“Sii naturale e osserva. Solo se siamo naturali possiamo giungere a una condizione di perfetta salute e toccare la natura del sé.”

Mi ha risposto: “ Cosa altro mi resta da abbandonare? Ogni cosa è già caduta. Me ne riparto in pace e libero da un peso. Sembra la fine di un incubo. Ti ringrazio di cuore.” I suoi occhi erano diventati assolutamente innocenti e quieti, e il suo sorriso era dolce. Anche se vecchio sembrava un bambino.

Vorrei che queste cose fossero chiare a chiunque ricerchi Dio.

Osho

Dati

Incontro:30/10/2014
Rassegna:Meditazione Itinerante
Titolo:La via dell'equilibio
Presentata da:Maria Grazia Ceparano
Tradizione:Istituto Mercurius
Autore:Osho
Opera:Semi di Saggezza
Trascritto da:Maria Grazia Ceparano
Comunità di Meditazione Interreligiosa Fiorentina
Email: cmif@altervista.org
Sito web: cmif.altervista.org
Versione: 1.5
Rilasciata il: 06/02/2014
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