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Radio Voce della Speranza

Lo Zefiro

Notiziario Interreligioso
Redazione: Marco Lazzeri
Telefono: 335.6415395
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16/06/2018: Anno 2018 - Numero 12  File Pdf
Pubblicato il 15/06/2018
Emoticon.
Emoticon.
Care amiche e cari amici, queste faccine sorridenti esistono dalla fine degli anni ’70 ma solo da un decennio direi il loro uso massivo è entrato nella modalità di dialogo specialmente nei forum e nei social tipo ad esempio Facebook, WhatApp, ecc… A cosa servono? Come si usano? E’ solo un fenomeno di costume? Perché occuparsene in un notiziario interreligioso che è attento alla spiritualità vissuta e al dialogo consapevole tra le persone? All’inizio nacquero per motivi pubblicitari per attirare attenzione e fare richiamo. Poi il loro utilizzo è esploso e si sono moltiplicate a dismisura, adesso ci sono emoticon per qualsiasi evento o circostanza, per ogni emozione. Si comunica spesso con questo, molte persone le usano in alternativa all’espressione a parole dei loro sentimenti e degli stati d’animo. E’ più facile, immediato, ci si capisce subito, non occorre descrivere nel dettaglio o sforzarsi di comunicare in modo espressivo o circostanziato. Basta mettere una fila di simboli anche tra loro molto diversi in una sequenza di fantasia e la partecipazione è garantita. Vuol significare che ci sono anche io, anch’io ho partecipato e ho detto la mia. Tutto molto semplice e senza tante parole. Facile. Troppo facile? forse. E a me le cose già preparate e troppo facili danno un senso di incertezza, di tranello, di manipolazione. Mi sono un po’ informato e il loro sviluppo è stato successivo alle tante scoperte in ambito del funzionamento del cervello e della sua struttura, del modo di comunicare, le famose neuroscienze. Questa modalità così semplice permette al cervello di non fare molto esercizio nell’esprimersi e molte connessioni cerebrali non vengono attivate, sono rese superflue o inutili, inibite. Piano piano si disimpara a fare collegamenti per l’uso delle parole e del loro significato e così il mondo diventa meno significativo, meno poliedrico. Senza parole le cose e le sensazioni sfumano, impallidiscono. Perché una cosa esista per una persona occorre che ci sia una parola che la descriva (infatti le parole servono a identificare la realtà che ci circonda) altrimenti semplicemente non esiste, perché se nella mia mente un oggetto o un sentimento non trova il suo corrispettivo descrittivo e identificativo non può esistere nel mio mondo, quindi anche fuori da me. Abiterò pertanto in un mondo più povero. Secondo voi mandare un messaggio con un cuoricino è equivalente a dire “sai, ti amo come tanto tempo fa, il mio rapporto con te è ancora fresco e vitale per il mio cuore, tu sei la fonte del palpitare di un desiderio che mi dà l’allegria di fare cose con te, che non si ferma con la quotidianità dei giorni che non sono così tutti uguali perché sei tu che fai la differenza…”, basta mandare una faccina o un fiore per augurare un buongiorno nuovo che splenda nel cielo, anche se piove? Certo è più faticoso e ci vuole più tempo, ma è lo stesso? Anche per la spiritualità ho notato che è così. Mani giunte e areole non bastano a ringraziare di essere vivi e abbastanza poveri da poter aiutare una persona in difficoltà. Ci vuole di più, ci vogliono emozioni e cuore che emergano dal profondo come acqua viva di fonte zampillante, non in bottiglia sigillata. Certo che anche io le uso, o le usavo, e proprio per questo mi sono accorto della differenza, mi sono accorto che qualcosa si inaridiva in una semplicità troppo banale, dove un sistema più grande di me aveva capito come togliermi la capacità di esprimermi e quindi di essere, che facevo troppo poca fatica per esprimere la vita e che alla fine mancava del mio significato personale. Senza Logo. Sì, ancora una volta si insinua il controllo della mente attraverso la riduzione della presenza emozionale. Roba grossa, e questo credo sia di supporto a manipolazioni ancora più incisive e pericolose. Forse vi può sembrare esagerato o che sono il solito “catastrofista” di turno, ma provate a fare la prova e sentite cosa provate dentro a rileggere un vostro scritto, a rileggere il vostro cuore che parla… e poi guardate la faccina… e ascoltate. Scrivere una frase anche scherzosa per esempio e mettere un sorriso alla fine come senso del comico va bene, certo, ma c’è la vostra espressione prima e il sorriso è solo un contorno. Se invece diventa tutto il messaggio, che cosa trasmetto in realtà? Per quante situazioni posso usare lo stesso simbolo? Tutte uguali? Tutte conformi? Un solo Logo per tutto ciò che la mia anima può sentire? Grazie a tutti. Marco [Leggi]
Care amiche e cari amici,

queste faccine sorridenti esistono dalla fine degli anni ’70 ma solo da un decennio direi il loro uso massivo è entrato nella modalità di dialogo specialmente nei forum e nei social tipo ad esempio Facebook, WhatApp, ecc… A cosa servono? Come si usano? E’ solo un fenomeno di costume? Perché occuparsene in un notiziario interreligioso che è attento alla spiritualità vissuta e al dialogo consapevole tra le persone?

All’inizio nacquero per motivi pubblicitari per attirare attenzione e fare richiamo. Poi il loro utilizzo è esploso e si sono moltiplicate a dismisura, adesso ci sono emoticon per qualsiasi evento o circostanza, per ogni emozione. Si comunica spesso con questo, molte persone le usano in alternativa all’espressione a parole dei loro sentimenti e degli stati d’animo. E’ più facile, immediato, ci si capisce subito, non occorre descrivere nel dettaglio o sforzarsi di comunicare in modo espressivo o circostanziato. Basta mettere una fila di simboli anche tra loro molto diversi in una sequenza di fantasia e la partecipazione è garantita. Vuol significare che ci sono anche io, anch’io ho partecipato e ho detto la mia. Tutto molto semplice e senza tante parole. Facile. Troppo facile? forse. E a me le cose già preparate e troppo facili danno un senso di incertezza, di tranello, di manipolazione.

Mi sono un po’ informato e il loro sviluppo è stato successivo alle tante scoperte in ambito del funzionamento del cervello e della sua struttura, del modo di comunicare, le famose neuroscienze. Questa modalità così semplice permette al cervello di non fare molto esercizio nell’esprimersi e molte connessioni cerebrali non vengono attivate, sono rese superflue o inutili, inibite. Piano piano si disimpara a fare collegamenti per l’uso delle parole e del loro significato e così il mondo diventa meno significativo, meno poliedrico. Senza parole le cose e le sensazioni sfumano, impallidiscono. Perché una cosa esista per una persona occorre che ci sia una parola che la descriva (infatti le parole servono a identificare la realtà che ci circonda) altrimenti semplicemente non esiste, perché se nella mia mente un oggetto o un sentimento non trova il suo corrispettivo descrittivo e identificativo non può esistere nel mio mondo, quindi anche fuori da me. Abiterò pertanto in un mondo più povero. Secondo voi mandare un messaggio con un cuoricino è equivalente a dire “sai, ti amo come tanto tempo fa, il mio rapporto con te è ancora fresco e vitale per il mio cuore, tu sei la fonte del palpitare di un desiderio che mi dà l’allegria di fare cose con te, che non si ferma con la quotidianità dei giorni che non sono così tutti uguali perché sei tu che fai la differenza…”, basta mandare una faccina o un fiore per augurare un buongiorno nuovo che splenda nel cielo, anche se piove? Certo è più faticoso e ci vuole più tempo, ma è lo stesso? Anche per la spiritualità ho notato che è così. Mani giunte e areole non bastano a ringraziare di essere vivi e abbastanza poveri da poter aiutare una persona in difficoltà. Ci vuole di più, ci vogliono emozioni e cuore che emergano dal profondo come acqua viva di fonte zampillante, non in bottiglia sigillata.

Certo che anche io le uso, o le usavo, e proprio per questo mi sono accorto della differenza, mi sono accorto che qualcosa si inaridiva in una semplicità troppo banale, dove un sistema più grande di me aveva capito come togliermi la capacità di esprimermi e quindi di essere, che facevo troppo poca fatica per esprimere la vita e che alla fine mancava del mio significato personale. Senza Logo. Sì, ancora una volta si insinua il controllo della mente attraverso la riduzione della presenza emozionale. Roba grossa, e questo credo sia di supporto a manipolazioni ancora più incisive e pericolose. Forse vi può sembrare esagerato o che sono il solito “catastrofista” di turno, ma provate a fare la prova e sentite cosa provate dentro a rileggere un vostro scritto, a rileggere il vostro cuore che parla… e poi guardate la faccina… e ascoltate.

Scrivere una frase anche scherzosa per esempio e mettere un sorriso alla fine come senso del comico va bene, certo, ma c’è la vostra espressione prima e il sorriso è solo un contorno. Se invece diventa tutto il messaggio, che cosa trasmetto in realtà? Per quante situazioni posso usare lo stesso simbolo? Tutte uguali? Tutte conformi? Un solo Logo per tutto ciò che la mia anima può sentire?

Grazie a tutti.

Marco [Chiudi]
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"La chiave è quella di modificare le nostre abitudini e, in particolare, le abitudini della nostra mente." (Pema Chodron)
Allegati Allegati: Zefiro.2018.12
02/06/2018: Anno 2018 - Numero 11  File Pdf
Pubblicato il 02/06/2018
Le danzatrici di Ruvo (V sec. a.C, tomba di Ruvo, Puglia).
Le danzatrici di Ruvo (V sec. a.C, tomba di Ruvo, Puglia).
Care amiche e cari amici, un tempo le donne erano le alte rappresentanti della Grande Madre, in quanto generatrici di vita. Nei loro templi esercitavano le loro arti: guarigione, profezia e astrologia, medicina e ostetricia, agricoltura, il contatto con gli esseri di altre dimensioni e coi defunti, l’arte della scrittura, pittura, tessitura e ceramica, la danza e il canto rituale. Poi nell’epoca storica hanno assistito alla distruzione dei loro culti e al rapido svanire del valore delle donne: da sacre rappresentanti della Madre, sono arrivate a non essere considerate nulla. Hanno assistito alla distruzione dei loro templi, all’uccisione delle sacerdotesse, alla persecuzione di coloro che continuavano a celebrare i culti della vita, della natura, della fertilità. Col passare dei secoli e col progressivo affermarsi del Dio maschile - violento capo assoluto di una gerarchia che le collocava all’ultimo posto - hanno visto lo scenario terrestre trasformarsi in un inferno, una sequenza ininterrotta di carneficine; hanno visto morire i loro figli in interminabili guerre, le figlie violentate, rese schiave, bruciate vive e lapidate; hanno assistito attonite a continue persecuzioni e scene di tortura, a infinite condanne a morte, all’atroce maltrattamento degli animali un tempo sacri, alla distruzione degli alberi sacri, all’avvelenamento delle acque sacre, alle innumerevoli esplosioni sulla nostra terra, un tempo sacra e benedetta. Non so se sia l’umanità a creare il modello divino, o il Divino a creare a sua immagine il modello umano; c’è però un nesso chiaro tra l’oggetto del culto (Madre/Dio), il genere che gestisce la spiritualità e il mondo (femminile/maschile) e come ne risulta la vita. Questo nesso spiega perché il contrasto tra questi due approcci sia tanto profondo da risultare del tutto inconciliabili: infatti la cura non può accompagnarsi alla distruzione selvaggia, l’eguaglianza non può basarsi su strutture gerarchiche, l’economia del dono non può al tempo stesso fare dell’accumulo di ricchezza e potere il primo valore. In una parola, la Madre non può stare con Dio. Per questo le religioni maschili hanno perseguitato fino allo stremo i culti femminili, per questo le donne non potranno mai sentirsi a casa in un mondo di violenza, sopraffazione e morte. Abbiamo osservato per migliaia di anni, oggi abbiamo visto: abbiamo visto la perversione del mondo di Dio, a fronte della verità e bellezza del mondo della Madre; abbiamo visto che quel nostro mondo è esistito, perciò è possibile ricostruire e ripristinare in noi quei magici poteri spirituali che possono cambiare le cose, possiamo provare a ricordare ciò che abbiamo perduto - oppure, se non riusciamo a ricordarlo, possiamo tuttavia immaginarlo: l’immaginazione crea. Per me la spiritualità sta alla base di tutto, è l’origine di tutto; perciò se il mondo è triste, malato, violento, impaurito, ingiusto e cammina verso la distruzione, è segno che nasce da una spiritualità distruttiva, falsa e perversa. Un mondo che rispettasse la vita e l’armonia, si fonderebbe invece su una spiritualità giusta e vera. Cambiare la spiritualità diventa allora l’obiettivo primario e urgente, per uscire da questo girone di paura e morte. Grazie a tutti. Laura Sabina [Leggi]
Care amiche e cari amici,

un tempo le donne erano le alte rappresentanti della Grande Madre, in quanto generatrici di vita. Nei loro templi esercitavano le loro arti: guarigione, profezia e astrologia, medicina e ostetricia, agricoltura, il contatto con gli esseri di altre dimensioni e coi defunti, l’arte della scrittura, pittura, tessitura e ceramica, la danza e il canto rituale.

Poi nell’epoca storica hanno assistito alla distruzione dei loro culti e al rapido svanire del valore delle donne: da sacre rappresentanti della Madre, sono arrivate a non essere considerate nulla. Hanno assistito alla distruzione dei loro templi, all’uccisione delle sacerdotesse, alla persecuzione di coloro che continuavano a celebrare i culti della vita, della natura, della fertilità. Col passare dei secoli e col progressivo affermarsi del Dio maschile - violento capo assoluto di una gerarchia che le collocava all’ultimo posto - hanno visto lo scenario terrestre trasformarsi in un inferno, una sequenza ininterrotta di carneficine; hanno visto morire i loro figli in interminabili guerre, le figlie violentate, rese schiave, bruciate vive e lapidate; hanno assistito attonite a continue persecuzioni e scene di tortura, a infinite condanne a morte, all’atroce maltrattamento degli animali un tempo sacri, alla distruzione degli alberi sacri, all’avvelenamento delle acque sacre, alle innumerevoli esplosioni sulla nostra terra, un tempo sacra e benedetta.

Non so se sia l’umanità a creare il modello divino, o il Divino a creare a sua immagine il modello umano; c’è però un nesso chiaro tra l’oggetto del culto (Madre/Dio), il genere che gestisce la spiritualità e il mondo (femminile/maschile) e come ne risulta la vita. Questo nesso spiega perché il contrasto tra questi due approcci sia tanto profondo da risultare del tutto inconciliabili: infatti la cura non può accompagnarsi alla distruzione selvaggia, l’eguaglianza non può basarsi su strutture gerarchiche, l’economia del dono non può al tempo stesso fare dell’accumulo di ricchezza e potere il primo valore. In una parola, la Madre non può stare con Dio.

Per questo le religioni maschili hanno perseguitato fino allo stremo i culti femminili, per questo le donne non potranno mai sentirsi a casa in un mondo di violenza, sopraffazione e morte.

Abbiamo osservato per migliaia di anni, oggi abbiamo visto: abbiamo visto la perversione del mondo di Dio, a fronte della verità e bellezza del mondo della Madre; abbiamo visto che quel nostro mondo è esistito, perciò è possibile ricostruire e ripristinare in noi quei magici poteri spirituali che possono cambiare le cose, possiamo provare a ricordare ciò che abbiamo perduto - oppure, se non riusciamo a ricordarlo, possiamo tuttavia immaginarlo: l’immaginazione crea.

Per me la spiritualità sta alla base di tutto, è l’origine di tutto; perciò se il mondo è triste, malato, violento, impaurito, ingiusto e cammina verso la distruzione, è segno che nasce da una spiritualità distruttiva, falsa e perversa. Un mondo che rispettasse la vita e l’armonia, si fonderebbe invece su una spiritualità giusta e vera. Cambiare la spiritualità diventa allora l’obiettivo primario e urgente, per uscire da questo girone di paura e morte.

Grazie a tutti.

Laura Sabina [Chiudi]
Le danzatrici di Ruvo (V sec. a.C, tomba di Ruvo, Puglia).
"Abbiamo guardato per migliaia di anni, ora abbiamo visto." (Carla Lonzi)
Allegati Allegati: Zefiro.2018.11
19/05/2018: Anno 2018 - Numero 10  File Pdf
Pubblicato il 18/05/2018
Templi di Tarxien a Malta – 2.200 a.c.
Templi di Tarxien a Malta – 2.200 a.c.
Care amiche e cari amici, come avrete notato, negli ultimi tempi ho condiviso questa rubrica con Laura Sabina, in alternanza, dando spazio ad un argomento poco trattato, molto delicato e disuso nell’immaginario. Poiché ho ricevuto da alcuni lettori delle osservazioni in proposito, ritengo corretto per chiarezza portare una mia riflessione in merito. Ho ritenuto importante ospitare sul notiziario riflessioni non convenzionali sul tema del Femminile e delle radici della spiritualità legata al mondo antico della società matriarcale, di epoca neolitica. Perché dare questa priorità? Perché parlare di femminile e lasciare la parola alle donne? Cerco di essere una persona con atteggiamento inclusivo e non esclusivo, certo, ma non è solo questo il punto. Qui non si parla di “quote rosa”..!! Penso che si debba proseguire e in alcuni casi iniziare una seria riflessione critica su questo sistema/mondo nel suo complesso, il quale è la realizzazione in ultima analisi del concetto maschile di “esistere” legato alla supremazia e alla forza. C’è bisogno di un rinnovamento così complessivo che nulla può essere ignorato ed è necessario rifondare su nuove basi lo stesso concetto di vita (da qui la necessità di parlare di femminile portatore e generatore di vita). Giuliana Mieli, Mauro Scardovelli e Marco Guzzi nei loro convegni lo chiamano “Insurrezione” del cuore. Vediamo tutti che questo è un periodo di svolta, un momento gravido di scelte e di nuove prospettive, di sfide e pericoli forse mai così grandi e incombenti nella storia. Pericoli perché forieri di possibilità di catastrofi non recuperabili, con cambiamenti irreversibili. In questo tempo di tensioni sociali e internazionali gravissime e diverse, la dimensione della sopravvivenza è messa in discussione insieme alle basi della convivenza pacifica e dell’esistere. Chi ha creato tutto questo? C’è un responsabile in qualche modo di questa gestione del potere? Nel tempo della globalizzazione e oggettivazione dell’umano, diventato merce e oggetto legato alle sole leggi di mercato, la riposta a questo sistema che non ha più paradigmi umani deve essere globale, ma al contempo anche personale e di coscienza. Siamo chiamati a scegliere. Questo è il tempo o della fraternità o della guerra. Essere rivoluzionari adesso è più che mai essere uomini di pace. Ma cosa è la pace? Per essere persone di pace occorre non solo superare odio, vanità, superbia, avidità, ma fare ponti vivi e vitali verso l’altro. Vedere il mondo con occhi diversi da come ci viene proposto. Il Pianeta è al collasso, gli umani sono disgregati, accerchiati da crisi di guerre minacciate e in atto, da crisi di sovrappopolazione, di ambiente, di politica, di economia, dei rifiuti, dei migranti, con una scienza che persegue obiettivi non sempre trasparenti. Chi ha creato tutto questo? Il discorso della contrapposizione, tipica del concetto di relazione nel modo “maschile”, nell’accezione del guerriero, del porsi verso l’altro in termini di conflitto e di occupazione, fa capo ad una ben precisa visione del vivere e le religioni (come la gestione del potere laico) non sono affatto esenti da responsabilità e storicamente sono per la maggioranza appannaggio di un genere ad esclusione dell’altro. Mi sembra che uno dei conflitti di fondo sia proprio legato alla supremazia dell’Ego “maschile” – molto presente nel maschio ma anche nella femmina che abbia adottato simili categorie - che tende ad un domino assoluto e questa pare sia stata la sua storia generale, quindi non condivisa e per questo distruttiva, esclusiva dell’altro e autoritaria. Chi ha creato questo conflitto di fondo? Perché è da qui che si genera la prima forma di guerra, la prima vanità e intolleranza, che poi a cascata precipita su tutto quanto attraverso modalità di trasmissione del potere come le religioni, poteri politici, militari, mezzi di coercizione delle menti e di oscuramento del cuore. Il mio è uno sforzo di comprensione e di ricerca delle radici dell’attuale dolore e della follia che ci circonda, che determina una società obiettivamente e profondamente malata. Da millenni è così, è la storia dell’umanità per come la conosciamo dai libri e dalle tradizioni. Ma non è sempre stato così, antiche vestigia raccontano di storie diverse, lontane, dimenticate ma che sono esistite e quindi sono possibili. Questo non vuole essere ulteriore fonte di conflitto e divisione, ma di ricerca del primo bandolo di una matassa oggi diventata così complessa, confusa e sepolta da consentire difficilmente la ricerca di una “causa prima” di questo inferno in terra. A voi tutti un commento di partecipazione e di contributo. Grazie a tutti. Marco [Leggi]
Care amiche e cari amici,

come avrete notato, negli ultimi tempi ho condiviso questa rubrica con Laura Sabina, in alternanza, dando spazio ad un argomento poco trattato, molto delicato e disuso nell’immaginario. Poiché ho ricevuto da alcuni lettori delle osservazioni in proposito, ritengo corretto per chiarezza portare una mia riflessione in merito.

Ho ritenuto importante ospitare sul notiziario riflessioni non convenzionali sul tema del Femminile e delle radici della spiritualità legata al mondo antico della società matriarcale, di epoca neolitica. Perché dare questa priorità? Perché parlare di femminile e lasciare la parola alle donne? Cerco di essere una persona con atteggiamento inclusivo e non esclusivo, certo, ma non è solo questo il punto. Qui non si parla di “quote rosa”..!! Penso che si debba proseguire e in alcuni casi iniziare una seria riflessione critica su questo sistema/mondo nel suo complesso, il quale è la realizzazione in ultima analisi del concetto maschile di “esistere” legato alla supremazia e alla forza. C’è bisogno di un rinnovamento così complessivo che nulla può essere ignorato ed è necessario rifondare su nuove basi lo stesso concetto di vita (da qui la necessità di parlare di femminile portatore e generatore di vita). Giuliana Mieli, Mauro Scardovelli e Marco Guzzi nei loro convegni lo chiamano “Insurrezione” del cuore.

Vediamo tutti che questo è un periodo di svolta, un momento gravido di scelte e di nuove prospettive, di sfide e pericoli forse mai così grandi e incombenti nella storia. Pericoli perché forieri di possibilità di catastrofi non recuperabili, con cambiamenti irreversibili.

In questo tempo di tensioni sociali e internazionali gravissime e diverse, la dimensione della sopravvivenza è messa in discussione insieme alle basi della convivenza pacifica e dell’esistere. Chi ha creato tutto questo? C’è un responsabile in qualche modo di questa gestione del potere?

Nel tempo della globalizzazione e oggettivazione dell’umano, diventato merce e oggetto legato alle sole leggi di mercato, la riposta a questo sistema che non ha più paradigmi umani deve essere globale, ma al contempo anche personale e di coscienza.

Siamo chiamati a scegliere. Questo è il tempo o della fraternità o della guerra.

Essere rivoluzionari adesso è più che mai essere uomini di pace.

Ma cosa è la pace? Per essere persone di pace occorre non solo superare odio, vanità, superbia, avidità, ma fare ponti vivi e vitali verso l’altro. Vedere il mondo con occhi diversi da come ci viene proposto. Il Pianeta è al collasso, gli umani sono disgregati, accerchiati da crisi di guerre minacciate e in atto, da crisi di sovrappopolazione, di ambiente, di politica, di economia, dei rifiuti, dei migranti, con una scienza che persegue obiettivi non sempre trasparenti. Chi ha creato tutto questo?

Il discorso della contrapposizione, tipica del concetto di relazione nel modo “maschile”, nell’accezione del guerriero, del porsi verso l’altro in termini di conflitto e di occupazione, fa capo ad una ben precisa visione del vivere e le religioni (come la gestione del potere laico) non sono affatto esenti da responsabilità e storicamente sono per la maggioranza appannaggio di un genere ad esclusione dell’altro. Mi sembra che uno dei conflitti di fondo sia proprio legato alla supremazia dell’Ego “maschile” – molto presente nel maschio ma anche nella femmina che abbia adottato simili categorie - che tende ad un domino assoluto e questa pare sia stata la sua storia generale, quindi non condivisa e per questo distruttiva, esclusiva dell’altro e autoritaria. Chi ha creato questo conflitto di fondo? Perché è da qui che si genera la prima forma di guerra, la prima vanità e intolleranza, che poi a cascata precipita su tutto quanto attraverso modalità di trasmissione del potere come le religioni, poteri politici, militari, mezzi di coercizione delle menti e di oscuramento del cuore.

Il mio è uno sforzo di comprensione e di ricerca delle radici dell’attuale dolore e della follia che ci circonda, che determina una società obiettivamente e profondamente malata. Da millenni è così, è la storia dell’umanità per come la conosciamo dai libri e dalle tradizioni. Ma non è sempre stato così, antiche vestigia raccontano di storie diverse, lontane, dimenticate ma che sono esistite e quindi sono possibili. Questo non vuole essere ulteriore fonte di conflitto e divisione, ma di ricerca del primo bandolo di una matassa oggi diventata così complessa, confusa e sepolta da consentire difficilmente la ricerca di una “causa prima” di questo inferno in terra.

A voi tutti un commento di partecipazione e di contributo.

Grazie a tutti.

Marco [Chiudi]
Templi di Tarxien a Malta – 2.200 a.c.
"Ci vuole coraggio per mettere in discussione se stessi. Solo chi mette il suo Io in secondo piano e non pensa per sé, riesce a non perdere di vista l’insieme. Siate aperti ad ogni esperienza che vi si presenti nel tempo a venire. C’è bisogno di un rinnovamento a tutti i livelli per potersi aprire al nuovo progetto. Questo significa che non dovete aggrapparvi né alle vostre religioni, né alle vostre convinzioni, né ad altri sistemi di idee. Vi impediscono di seguire veramente il vostro nuovo cammino. Questo non significa che non si debba pregare o recitare orazioni, noi ci riferiamo ai concetti obsoleti che impediscono il vostro sviluppo. Avete imboccato un cammi-no che richiede un grande coraggio: coraggio di lasciarvi alle spalle tutto ciò che ostacola il vo-stro sviluppo, di rinunciare a quello che nel vostro contesto abituale vi da sicurezza. Saper es-sere soli, avere fiducia e mostrare coraggio saranno sufficienti a rendervi indipendenti da ogni aiuto materiale. Il vostro coraggio crescerà immensamente mentre affronterete necessaria-mente l’esperienza di questo “essere soli”, di questa solitudine interiore in cui nessuno potrà accompagnarvi." (Corinna Stockhausen)
Allegati Allegati: Zefiro.2018.10
05/05/2018: Anno 2018 - Numero 09  File Pdf
Pubblicato il 04/05/2018
“La Dea dei serpenti”, 1700 a.C. - Heraklion Archaeological Museum, Creta.
“La Dea dei serpenti”, 1700 a.C. - Heraklion Archaeological Museum, Creta.
Care amiche e cari amici, “Il marito è capo della moglie come Cristo è capo della chiesa, e come la chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto”, scrive Paolo di Tarso (Efesini 5:22); “né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo” (Corinzi, 11,9). Questo messaggio ci è stato trasmesso per duemila anni, le donne se lo sono sentito ripetere così tanto da crederlo vero. Nessuna donna nella storia ha mai fondato una religione o una via spirituale particolare. Forse sono spiritualmente inferiori, e solo gli uomini riescono a cogliere la verità divina? In realtà le donne da sempre sono grandi mistiche, le più interessate e sensibili alla questione religiosa, le più sollecite nella pratica, senz’altro le migliori nell’ubbidire ai precetti, anche se fino a poco tempo fa erano ritenute prive di anima e impossibilitate a raggiungere l’illuminazione. E’ stato allora impedito alle donne seguire la loro espressione spirituale? Oggi gli studi testimoniano una disumana e lunghissima oppressione delle pratiche di culto femminili, fino alla loro totale estinzione: siccome erano profondamente radicate e amate nel popolo, si è dovuti ricorrere a millenni di persecuzioni e stragi, fino all’estrema crudeltà dei roghi dell’Inquisizione, per annientare la parola femminile sulla dimensione divina. Ancora oggi la quasi totalità delle donne si trova a seguire religioni fondate e gestite da uomini, a credere di doversi riferire per la propria salvezza interiore agli uomini e a un Dio declinato solo al maschile (quello del luogo dove nascono), accettando di essere considerate inferiori. Le istituzioni religiose non soltanto le considerano inferiori agli uomini, ma addirittura portatrici in sé di influenze negative che vanno represse e allontanate; perciò “le donne tacciano e imparino a stare in silenzio, in tutta sottomissione e umiltà” perché tutto il male del mondo nacque da Eva. Quindi gli uomini uccidono e torturano, ma la colpa è delle donne! Siccome le istituzioni religiose sono da sempre lo strumento di controllo più formidabile dei potenti, nasce il sospetto che la spiritualità delle donne metta fortemente in crisi il sistema, e forse è proprio per questo che vengono emarginate, discriminate, escluse. D’altronde le donne non sono interessate a fondare religioni: anche se in tutti i continenti stanno rinascendo i culti femminili, da nessuna parte s’impegnano in quel senso. Infatti, mentre la spiritualità maschile ha bisogno di religioni-recinti entro cui racchiudere e controllare gli esseri umani, legandoli a precisi dogmi e a una ‘volontà divina’ indiscutibile, la spiritualità femminile - oggi come nella preistoria - non conosce dogmi e lascia a ciascuno individualmente la piena libertà di instaurare il proprio rapporto unico, mistico e diretto con la Madre di tutti, sciolto da controlli: per questo è un pericolo per il potere dominante. Quale mezzo più potente, per mantenere il potere, se non controllare la co-scienza dei popoli usando il ricatto della salvezza o della condanna eterna, inculcando la paura di trasgredire una volontà divina imperscrutabile che solo alcuni al vertice conoscono, e del suo conseguente inevitabile castigo? Se noi donne riusciremo a ricordare chi siamo, liberandoci dalla paura e dal senso di inferiorità, potremo riattivare la potente forza magica che è dentro di noi per far riemergere ciò che sapevamo e potevamo fare: quella capacità tutta nostra di stare sulle soglie dei diversi mondi e da lì influenzare la sorte dell’umanità e del pianeta. Grazie a tutti. Laura Sabina [Leggi]
Care amiche e cari amici,

“Il marito è capo della moglie come Cristo è capo della chiesa, e come la chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto”, scrive Paolo di Tarso (Efesini 5:22); “né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo” (Corinzi, 11,9). Questo messaggio ci è stato trasmesso per duemila anni, le donne se lo sono sentito ripetere così tanto da crederlo vero.

Nessuna donna nella storia ha mai fondato una religione o una via spirituale particolare. Forse sono spiritualmente inferiori, e solo gli uomini riescono a cogliere la verità divina? In realtà le donne da sempre sono grandi mistiche, le più interessate e sensibili alla questione religiosa, le più sollecite nella pratica, senz’altro le migliori nell’ubbidire ai precetti, anche se fino a poco tempo fa erano ritenute prive di anima e impossibilitate a raggiungere l’illuminazione.

E’ stato allora impedito alle donne seguire la loro espressione spirituale? Oggi gli studi testimoniano una disumana e lunghissima oppressione delle pratiche di culto femminili, fino alla loro totale estinzione: siccome erano profondamente radicate e amate nel popolo, si è dovuti ricorrere a millenni di persecuzioni e stragi, fino all’estrema crudeltà dei roghi dell’Inquisizione, per annientare la parola femminile sulla dimensione divina. Ancora oggi la quasi totalità delle donne si trova a seguire religioni fondate e gestite da uomini, a credere di doversi riferire per la propria salvezza interiore agli uomini e a un Dio declinato solo al maschile (quello del luogo dove nascono), accettando di essere considerate inferiori.

Le istituzioni religiose non soltanto le considerano inferiori agli uomini, ma addirittura portatrici in sé di influenze negative che vanno represse e allontanate; perciò “le donne tacciano e imparino a stare in silenzio, in tutta sottomissione e umiltà” perché tutto il male del mondo nacque da Eva. Quindi gli uomini uccidono e torturano, ma la colpa è delle donne!

Siccome le istituzioni religiose sono da sempre lo strumento di controllo più formidabile dei potenti, nasce il sospetto che la spiritualità delle donne metta fortemente in crisi il sistema, e forse è proprio per questo che vengono emarginate, discriminate, escluse.

D’altronde le donne non sono interessate a fondare religioni: anche se in tutti i continenti stanno rinascendo i culti femminili, da nessuna parte s’impegnano in quel senso. Infatti, mentre la spiritualità maschile ha bisogno di religioni-recinti entro cui racchiudere e controllare gli esseri umani, legandoli a precisi dogmi e a una ‘volontà divina’ indiscutibile, la spiritualità femminile - oggi come nella preistoria - non conosce dogmi e lascia a ciascuno individualmente la piena libertà di instaurare il proprio rapporto unico, mistico e diretto con la Madre di tutti, sciolto da controlli: per questo è un pericolo per il potere dominante.

Quale mezzo più potente, per mantenere il potere, se non controllare la co-scienza dei popoli usando il ricatto della salvezza o della condanna eterna, inculcando la paura di trasgredire una volontà divina imperscrutabile che solo alcuni al vertice conoscono, e del suo conseguente inevitabile castigo?

Se noi donne riusciremo a ricordare chi siamo, liberandoci dalla paura e dal senso di inferiorità, potremo riattivare la potente forza magica che è dentro di noi per far riemergere ciò che sapevamo e potevamo fare: quella capacità tutta nostra di stare sulle soglie dei diversi mondi e da lì influenzare la sorte dell’umanità e del pianeta.

Grazie a tutti.

Laura Sabina [Chiudi]
“La Dea dei serpenti”, 1700 a.C. - Heraklion Archaeological Museum, Creta.
"L’uomo ha il grande vantaggio di avere Dio a sostegno della legge che scrive; e poiché l’uomo esercita la sua autorità sovrana sulle donne, è proprio una grande fortuna che questa autorità gli venga per Investitura Divina. Per ebrei, musulmani e cristiani - tra gli altri - l’uomo è signore per diritto divino; e il timore di Dio reprime ogni impulso di ribellione nelle donne oppresse." (Simone de Beauvoir, "Il secondo sesso")
Allegati Allegati: Zefiro.2018.09
21/04/2018: Anno 2018 - Numero 08  File Pdf
Pubblicato il 20/04/2018
Le Piagge.
Le Piagge.
Care amiche e cari amici, un amico sconsolato della situazione generale economica e sociale, mi scrive: Viene proprio da chiedersi: come possiamo parlare di 'etica' in un mondo che vede sfaldarsi ogni valore in nome della violenza e del denaro? Come ne veniamo fuori? Sembra che il malaffare dilaghi inarrestabile. E così è. Da Trump al nord coreano, passando per Putin, i libici e tutti quelli di cui non si parla, giù fino ai dipendenti della nettezza urbana che 'vendono' sacchetti di plastica per la spazzatura ai portinai, è tutto un arraffare, un approfittare indecente, sulle spalle di uno e di tutti, con l'arroganza dell'impunità e la protervia del potere e del denaro, che, dove c'è, non basta mai. Tanto… “così fan tutti”... Il rischio, a mio avviso, è che le nostre parole cadano nel vuoto, nel rimbombo dei miliardi di miliardi di parole che ci bombardano ogni istante della nostra vita. Forse qualcosa di più incisivo si può fare, ed è cambiare le regole del gioco. In che misura il ripensare faticosamente a tutto questo nella linea di una vera “rivoluzione etica” può diventare il vero grande obiettivo della società civile e responsabile di oggi e di domani? Cerco di abbozzare una riflessione come risposta: Il mio obiettivo è cambiare me stesso, più che il mondo. Non sono ancora riuscito a cambiare la situazione del mio condominio, e nemmeno quella del mio pianerottolo... Oggi sono andato a Casa Spa. E' la finanziaria del Comune di Firenze che gestisce le case popolari. Ci sono andato con una persona macedone in Italia da anni, che ha perso il lavoro per motivi di cuore - ha avuto un infarto. Non può pagare l'affitto e le bollette e abbiamo chiesto una rischedulazione del debito. Hanno terrore di ricevere l’ingiunzione di sfratto... Gli ho offerto un caffè ma mi ha chiesto se lo potevamo prendere dopo l’incontro con il funzionario, che sarebbe stato forse più sereno. Sosteniamo questa famiglia con il microcredito di un centro sociale gestito da un prete “di quartiere”, don Alessandro delle Piagge, il quartiere di Firenze più povero e problematico. Lì le persone si aiutano, si sorreggono, c'è accoglienza. Tra chi non ha nulla o quasi, eccetto i debiti. Molte volte ho mangiato con loro e lì offro servizio di volontariato. Si prega anche e questa persona macedone è musulmana e abbiamo recitato una preghiera insieme, in arabo... Quando pronunciavo le parole sorrideva con letizia, gli sembrava strano e la mia pronuncia penso fosse impropria come la sua in italiano. Si sentiva alla pari con me evidentemente. In generale è una situazione che è simile a fare equilibrismo sulla corda stesa sul burrone. Come si cambia il mondo? Come si cambia noi? ....... E poi c'è la meditazione, l'etica, gli incontri, ... E il mondo non sta migliorando. Come si cambia il mondo? Come si cambia noi? ....... Sono tornato a casa con il bus. Avevo un abbonamento di 21 corse dove se lo fai (€ 20) ti regalano quattro corse, e quindi ciascuna costa meno di 1 euro. Il biglietto singolo invece costa €1,2. Lui non aveva 20 euro e ha dovuto fare il singolo, spendendo più di me che ho più soldi di lui e ho pagato meno. Non si è lamentato, era normale... Il fatto poi che gli abbia pagato il biglietto non fa la differenza. La logica è quella e il problema rimane, non trovate? Nel mio piccolo è la prova provata che chi è ricco è sempre più ricco e chi è povero è sempre più povero... C’è un lavoro grosso da fare… Martin Luther King ha detto “La vera misericordia è più che gettare una moneta ad un mendicante; è arrivare a capire che un edificio che produce mendicanti ha bisogno di ristrutturazioni”. Grazie a tutti. Marco [Leggi]
Care amiche e cari amici,

un amico sconsolato della situazione generale economica e sociale, mi scrive:

Viene proprio da chiedersi: come possiamo parlare di 'etica' in un mondo che vede sfaldarsi ogni valore in nome della violenza e del denaro?

Come ne veniamo fuori?

Sembra che il malaffare dilaghi inarrestabile. E così è.

Da Trump al nord coreano, passando per Putin, i libici e tutti quelli di cui non si parla, giù fino ai dipendenti della nettezza urbana che 'vendono' sacchetti di plastica per la spazzatura ai portinai, è tutto un arraffare, un approfittare indecente, sulle spalle di uno e di tutti, con l'arroganza dell'impunità e la protervia del potere e del denaro, che, dove c'è, non basta mai. Tanto… “così fan tutti”...

Il rischio, a mio avviso, è che le nostre parole cadano nel vuoto, nel rimbombo dei miliardi di miliardi di parole che ci bombardano ogni istante della nostra vita.

Forse qualcosa di più incisivo si può fare, ed è cambiare le regole del gioco.

In che misura il ripensare faticosamente a tutto questo nella linea di una vera “rivoluzione etica” può diventare il vero grande obiettivo della società civile e responsabile di oggi e di domani?

Cerco di abbozzare una riflessione come risposta:

Il mio obiettivo è cambiare me stesso, più che il mondo. Non sono ancora riuscito a cambiare la situazione del mio condominio, e nemmeno quella del mio pianerottolo...

Oggi sono andato a Casa Spa. E' la finanziaria del Comune di Firenze che gestisce le case popolari. Ci sono andato con una persona macedone in Italia da anni, che ha perso il lavoro per motivi di cuore - ha avuto un infarto. Non può pagare l'affitto e le bollette e abbiamo chiesto una rischedulazione del debito. Hanno terrore di ricevere l’ingiunzione di sfratto... Gli ho offerto un caffè ma mi ha chiesto se lo potevamo prendere dopo l’incontro con il funzionario, che sarebbe stato forse più sereno. Sosteniamo questa famiglia con il microcredito di un centro sociale gestito da un prete “di quartiere”, don Alessandro delle Piagge, il quartiere di Firenze più povero e problematico. Lì le persone si aiutano, si sorreggono, c'è accoglienza. Tra chi non ha nulla o quasi, eccetto i debiti. Molte volte ho mangiato con loro e lì offro servizio di volontariato. Si prega anche e questa persona macedone è musulmana e abbiamo recitato una preghiera insieme, in arabo... Quando pronunciavo le parole sorrideva con letizia, gli sembrava strano e la mia pronuncia penso fosse impropria come la sua in italiano. Si sentiva alla pari con me evidentemente. In generale è una situazione che è simile a fare equilibrismo sulla corda stesa sul burrone.

Come si cambia il mondo? Come si cambia noi? .......

E poi c'è la meditazione, l'etica, gli incontri, ... E il mondo non sta migliorando. Come si cambia il mondo? Come si cambia noi? .......

Sono tornato a casa con il bus. Avevo un abbonamento di 21 corse dove se lo fai (€ 20) ti regalano quattro corse, e quindi ciascuna costa meno di 1 euro. Il biglietto singolo invece costa €1,2. Lui non aveva 20 euro e ha dovuto fare il singolo, spendendo più di me che ho più soldi di lui e ho pagato meno. Non si è lamentato, era normale... Il fatto poi che gli abbia pagato il biglietto non fa la differenza. La logica è quella e il problema rimane, non trovate? Nel mio piccolo è la prova provata che chi è ricco è sempre più ricco e chi è povero è sempre più povero... C’è un lavoro grosso da fare… Martin Luther King ha detto “La vera misericordia è più che gettare una moneta ad un mendicante; è arrivare a capire che un edificio che produce mendicanti ha bisogno di ristrutturazioni”.

Grazie a tutti.

Marco [Chiudi]
Le Piagge.
"Quando l’anima ha la fortuna di incontrare il Bene - ma non è Lui stesso a venire a lei, è piuttosto la sua presenza a farsi manifesta – [...] allora all'improvviso vede comparire il Bene in se stessa. Fra loro due non c’è più ostacolo di sorta e insieme fanno una sola cosa." (Plotino)
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Rilasciata il: 06/02/2014
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